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Sulle pendici del Monte Cornizzolo, a 622 metri di quota, sorge uno dei complessi architettonici più suggestivi e preziosi dell’intera Lombardia: l’Abbazia di San Pietro al Monte. Situata nella cosiddetta Valle dell’Oro, nel comune di Civate, questa meta rappresenta un connubio perfetto tra la bellezza selvaggia delle Prealpi lecchesi e la profondità storica del territorio.
Il fascino di San Pietro al Monte affonda le radici nel mito. La leggenda narra che nel 772 d.C., l’ultimo re dei Longobardi, Desiderio, fece costruire qui un cenobio come segno di profonda devozione e ringraziamento.
Si racconta che il principe Adelchi, figlio del re, fosse impegnato in una battuta di caccia tra questi boschi quando fu colpito da un improvviso e grave male agli occhi (o, secondo altre versioni, ferito durante l’inseguimento di un cinghiale bianco). La vista gli fu miracolosamente restituita dopo essersi lavato con le acque di una fonte che sgorgava proprio in questo luogo. Commosso dal prodigio, Desiderio volle che in quel punto esatto sorgesse una basilica dedicata a San Pietro. Ancora oggi, la fonte citata dalla leggenda continua a scorrere silenziosa nei pressi della chiesa, alimentando il mistero di questo luogo sospeso nel tempo.
Sebbene le sue origini siano legate all’epoca longobarda (come testimoniano resti di torri e colonne databili tra il V e l’VIII secolo), il complesso che ammiriamo oggi è un trionfo dello stile romanico dell’XI secolo.
Il sito si compone di tre edifici principali: la Basilica di San Pietro, l’Oratorio di San Benedetto e i resti dell’antico monastero, di cui oggi rimangono suggestive rovine. All’ingresso della basilica, i due portali in pietra accolgono il visitatore con l’incisione del motto benedettino “Ora et labora”, a memoria della secolare presenza dei monaci.
All’interno, lo sguardo viene catturato da un meraviglioso ciclo di affreschi che illustra la Visione dell’Apocalisse. Questo capolavoro descrive con straordinaria complessità il trionfo dei Giusti e la lotta tra l’arcangelo Michele e il dragone, offrendo una testimonianza pittorica di eccezionale valore teologico e artistico. Da non perdere sono anche il ciborio monumentale, che ricorda quello di Sant’Ambrogio a Milano, e la suggestiva cripta decorata con stucchi raffinati che illustrano la vita di Maria.
L’Abbazia è raggiungibile solo a piedi: per conquistare la sua bellezza è necessario percorrere un sentiero storico che ricalca l’antica mulattiera di origine longobarda.
Partenza: Civate (315m slm), dove sono presenti parcheggi segnalati per i visitatori.
Il sentiero: Si imbocca il sentiero n. 10 (E) da Civate (loc. Pozzo), una via ciottolata che sale tra boschi di castagni.
Durata e Difficoltà: Il cammino è classificato come facile ma molto in pendenza, e richiede circa 1 ora di camminata per superare un dislivello di circa 300 metri.
Panorama: Una volta giunti sul pianoro erboso, la vista spazia sul Lago di Annone, il Monte Barro e l’iconico profilo del Resegone. I prati circostanti sono l’ideale per un pic nic o una breve sosta prima di proseguire sempre sul sentiero. 10 per la vetta del Monte Cornizzolo.
Per preservare e far conoscere questo patrimonio, dal 1975 nel sito opera l’Associazione Amici di San Pietro al Monte, fondata da Don Vincenzo Gatti. I volontari garantiscono l’apertura e l’accoglienza, specialmente nei giorni festivi.
Prenotazione: Per visitare l’interno della basilica e ammirare gli affreschi, è vivamente consigliata la prenotazione.
Contatti: È possibile richiedere visite guidate scrivendo a [email protected].
Visitare San Pietro al Monte significa immergersi in un’atmosfera di pace assoluta, dove la storia dei re longobardi incontra la maestosità dell’arte medievale e la bellezza incontaminata delle montagne lecchesi.
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