Il gruppo delle Grigne, situato tra il Lago di Como e la Valsassina, è il cuore pulsante delle montagne lecchesi. Questo massiccio calcareo non è solo una meta d’elezione per l’alpinismo internazionale, ma un luogo dove la geologia si fonde con la leggenda. Il nome stesso, “Grigna”, sembra derivare dal termine dialettale “grignà” (sogghignare), un riferimento alle numerose caverne che punteggiano le pareti, simili a oscuri ghigni nella roccia. La loro natura geologica è di origine marina, come testimoniano i numerosi fossili che ancora oggi si possono scorgere tra le rocce. Persino Leonardo da Vinci ne rimase affascinato, studiandone le caratteristiche e citandole nel suo celebre Codice Atlantico

Grigna Settentrionale: la Regina delle montagne lecchesi 

Nota comunemente come Grignone, la Grigna Settentrionale è la vetta più alta del gruppo con i suoi 2410 metri d’altezza. Meta di fama mondiale per gli alpinisti, ma anche ricca di percorsi di trekking accessibili a tutti. Il Grignone presenta tre versanti distinti: quello sud-occidentale, ripido e amato dai climber; quello orientale, boscoso e dolce verso la Valsassina; e quello settentrionale, caratterizzato da una conca glaciale verso il Passo del Cainallo. Dalla sua cima, il panorama è senza confini: nelle giornate terse lo sguardo spazia dal Cervino al Monte Rosa, fino a scorgere le guglie del Duomo di Milano

Gli abissi e il cuore sotterraneo del Grignone 

La Grigna Settentrionale è un vero paradiso per la speleologia. Il massiccio ospita alcuni degli abissi più profondi d’Italia, un labirinto di grotte e cavità sotterranee dove l’acqua scorre fino ad alimentare, a chilometri di distanza, la celebre sorgente del Fiumelatte a Varenna. Queste meraviglie ipogee furono oggetto di grande interesse già per Leonardo da Vinci durante i suoi soggiorni sul Lago di Como. 

Grigna Meridionale: il paradiso verticale tra guglie e torrioni 

Con i suoi 2184 metri, la Grigna Meridionale, o Grignetta, è considerata la “sorella minore” del gruppo, ma vanta una personalità unica. Caratterizzata da una morfologia tormentata fatta di torrioni, monoliti e guglie, è una palestra d’arrampicata celebre in tutto il mondo. Qui hanno scritto la storia dell’alpinismo nomi leggendari come Riccardo Cassin, Emilio Comici e Walter Bonatti. I suoi versanti sono separati dalle spettacolari creste Segantini e Sinigaglia, con il lato meridionale che domina i Piani Resinelli e la città di Lecco. 

Il Bivacco Ferrario: un’astronave sulla vetta 

Proprio sulla cima della Grignetta sorge il Bivacco Ferrario, una struttura metallica che è diventata un’icona del massiccio. La sua forma ottagonale in alluminio ricorda quella di un’astronave atterrata sulla roccia. Al suo interno, rivestito in legno e sughero, gli alpinisti trovano rifugio godendo di una vista mozzafiato che domina la Pianura Padana e si chiude a nord con l’imponente mole del Grignone. 

La Leggenda della Grigna 

Il profilo aspro di queste montagne trova una spiegazione poetica nella ballata montana “La leggenda della Grigna”. Si narra di una guerriera bellissima ma dal cuore di pietra che viveva tra queste vette. Quando un cavaliere si presentò a lei per dichiararle il suo amore, la donna, spietata, ordinò a una delle sue sentinelle di ucciderlo. Per punire tale crudeltà, Dio trasformò la guerriera in montagna — il maestoso Grignone — e la sentinella che aveva ubbidito al crudele comando nella Grignetta, condannandole a restare per sempre di roccia.

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