Palazzo delle Paure
L’antica dogana che svela l'arte e l'anima verticale di Lecco
Nel tessuto urbano di Lecco, il quartiere Caleotto custodisce un tesoro di inestimabile valore storico: Villa Manzoni. Questa residenza in stile neoclassico non è soltanto un monumento architettonico, ma il luogo dove l’identità culturale italiana ha trovato una delle sue espressioni più alte. Dichiarata Monumento Nazionale nel 1940, la villa è stata per quasi due secoli la dimora elettiva della famiglia dello scrittore Alessandro Manzoni, accogliendolo durante le fasi cruciali della sua formazione giovanile.
Il legame tra i Manzoni e il Caleotto ha radici profonde, risalenti al 1621, quando il suo antenato Giacomo Maria Manzoni lasciò la Valsassina per stabilirsi a Lecco. Da allora, la dimora divenne il fulcro della dinastia, vedendo nascere tra le sue mura anche Don Pietro, padre di Alessandro. L’attuale fisionomia della villa è il risultato di una visione estetica sette-ottocentesca, influenzata dal gusto dell’architetto Giuseppe Zanoia, che conferì al complesso quel rigore neoclassico che ancora oggi affascina i visitatori.
Un momento di svolta avvenne nel 1818, quando Alessandro Manzoni decise di vendere la proprietà a Giuseppe Scola. La famiglia Scola, consapevole del prestigio del sito, ebbe il merito di trasformarlo in una meta di viaggi culturali, preservando con cura gli ambienti originali e permettendo così al fascino letterario della casa di giungere intatto fino ai giorni nostri.
La villa si presenta con una facciata sobria, impreziosita da eleganti decorazioni in pietra arenaria. Oltrepassando la soglia, il cortile d’onore accoglie l’ospite con le sue serliane e i pilastri in pietra, mentre sul lato sinistro sorge la Cappella dell’Assunta, luogo di sepoltura di Don Pietro Manzoni.
Dalle sale del piano superiore, lo sguardo di Manzoni poteva spaziare liberamente sul profilo del Monte Resegone e sulle rive del lago. Sono stati proprio questi “ricordi visivi”, impressi nella mente dell’autore durante la sua permanenza a Lecco, a fornire il materiale immaginativo per la creazione delle pagine de I Promessi Sposi. Il giardino, sebbene oggi di dimensioni ridotte, conserva la struttura geometrica tipica dei giardini “all’italiana” e un tempo fungeva da preludio a vaste distese di filari e gelsi.
Il piano terra della dimora ospita il Civico Museo Manzoniano, un percorso che è stato recentemente rinnovato per offrire un’esperienza multimediale e coinvolgente. Le otto sale espositive si presentano come un racconto tangibile, dove mobili d’epoca, documenti autografi e rare edizioni del romanzo si fondono per narrare la vita e il pensiero dell’autore. Questa esposizione, considerata tra le più visitate in Lombardia nel suo genere, riesce a coniugare l’intimità della casa-museo con la funzione educativa del museo letterario.
Al secondo piano, l’offerta culturale si arricchisce con la Galleria Comunale d’Arte. Qui sono esposte circa quattrocento opere che spaziano dalla scuola lombarda del XVII e XVIII secolo fino ai ritratti dell’Ottocento, offrendo uno spaccato significativo del patrimonio artistico lecchese.
Scegliere di visitare Villa Manzoni significa intraprendere un viaggio che prosegue idealmente oltre le sue mura. La residenza del Caleotto è infatti il punto di partenza per l’Itinerario Manzoniano, un percorso che attraversa i luoghi reali che hanno ispirato la finzione letteraria. Dalla villa, l’itinerario attraversa la città proseguendo verso il borgo di Pescarenico con gli altri luoghi iconici che rendono Lecco una scenografia a cielo aperto del capolavoro manzoniano.
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