Situato sulla sponda sinistra del fiume Adda, ai piedi dei monti della Valle San Martino, il Monastero di Santa Maria del Lavello a Calolziocorte è un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. Questo complesso monumentale non è solo un gioiello di architettura romanica lombarda, ma un simbolo dell’identità lecchese, capace di fondere una storia millenaria con la serenità del paesaggio fluviale. 

Dalle radici romane alla leggenda del miracolo 

Il territorio del Lavello vanta origini antichissime, essendo stato un nodo strategico già in epoca romana, ma la rinascita spirituale del sito avvenne nella seconda metà del XV secolo. 

Secondo la tradizione, un eremita di nome Jacopino, mentre lavorava tra i ruderi della primitiva chiesa medievale, scoprì una sorgente miracolosa celata sotto un’antica sepoltura. Il primo evento prodigioso riguardò la guarigione di Martino, un bambino paralizzato che riacquistò la salute dopo essere stato immerso in quell’acqua; a questo seguirono altri 52 miracoli documentati, trasformando il sito in una meta di pellegrinaggio incessante. Fu proprio per accogliere questa folla di fedeli che, nel 1486, si insediarono i Padri Serviti, dando vita al complesso che ammiriamo ancora oggi. 

Un’architettura unica e tesori d’arte 

Il cuore del Monastero è rappresentato dai suoi due splendidi chiostri. Il chiostro minore costituisce il nucleo originario del cenobio, mentre il chiostro maggiore si sviluppò successivamente per ospitare il refettorio e le celle dei frati. La chiesa annessa stupisce per una caratteristica architettonica rarissima: un’aula unica con l’area dell’altare suddivisa in due cappelle simmetriche

Le pareti interne sono uno scrigno di pittura rinascimentale e barocca. Di particolare rilievo è la Crocifissione del 1487, attribuita a Giovanni de’ Tornelli, che si distingue per un paesaggio collinare così dettagliato da suggerire un profilo urbano simile alla vicina Lecco dominata dal monte San Martino. I cicli pittorici continuano con le maestose opere seicentesche di Antonio Maria Caneva, noto come il Porlezzino, che decorò le cappelle absidali con scene della vita della Vergine in un trionfo di intensità emotiva. 

Un orizzonte internazionale: la Cloister Route 

Oggi, il Monastero del Lavello ha varcato i confini nazionali diventando il fulcro lecchese della Cloister Route. Questo itinerario culturale internazionale unisce l’Italia all’Austria e alla Germania, promuovendo il recupero delle comuni radici monastiche per raccontare la storia e l’identità europea. Visitare questo sito significa immergersi in un’oasi di pace assoluta, dove il fruscio dell’Adda accompagna la scoperta di un patrimonio artistico e spirituale senza tempo.

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