Affacciato sulle acque del Lago di Garlate, lungo il corso del fiume Adda e ai piedi delle montagne lecchesi, il Civico Museo della Seta Abegg di Garlate è uno dei luoghi più affascinanti della Lombardia per scoprire la storia dell’industria serica. Il museo è allestito all’interno di una suggestiva filanda settecentesca e offre un’esperienza immersiva in grado di coinvolgere ed entusiasmare grandi e piccini.

Tra i suoni delle macchine ancora in funzione, lo scorrere delle acque del fiume e le fronde dei gelsi in fiore, la visita al Museo Abegg si trasforma in un vero e proprio viaggio sensoriale, un’occasione unica per scoprire il territorio e le sue tradizioni in modo inusuale.

Il Civico Museo della Seta Abegg: la storia del territorio attraverso l’industria serica

L’edificio che oggi ospita il Civico Museo della Seta Abegg nasce nel XVIII secolo come una delle numerose filande avviate dalla famiglia Gnecchi, tra i protagonisti assoluti dell’industria serica lombarda. In un’epoca in cui la produzione della seta rappresentava una delle principali risorse economiche del territorio, la filanda di Garlate si inseriva in una rete produttiva diffusa tra Lecco, Milano e Bergamo, contribuendo a modellare il paesaggio e la vita sociale delle comunità lungo l’Adda.

Nel 1887, con il progressivo ritiro dei Gnecchi dalla produzione, la filanda di Garlate venne acquisita dalla famiglia Abegg, importanti imprenditori svizzeri attivi nella seconda metà dell’Ottocento. Sotto la loro gestione, l’attività proseguì a pieno ritmo fino allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, che segnò una brusca interruzione per l’intero settore. Negli anni successivi, l’introduzione delle fibre sintetiche e la crisi economica del 1929 accentuarono il declino della produzione serica tradizionale, spingendo gli Abegg a riconvertire le filande in torcitoi e incannatoi.

In questo delicato momento di transizione emerse la figura di Carl Jobb, direttore delle aziende italiane degli Abegg, che ebbe il merito di intuire l’importanza di salvare la memoria di un’attività destinata a scomparire. A partire dal 1932, Jobb avviò un attento lavoro di raccolta e conservazione dei macchinari delle filande dismesse, molti dei quali ancora funzionanti, per trasformare l’intero stabile in un museo, il primo museo di archeologia industriale in Italia. Fu inaugurato nel 1953, in contemporanea con il Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano. Donato al Comune di Garlate nel 1976, restaurato e rinnovato nel 2013, è oggi riconosciuto ufficialmente come Raccolta Museale dalla Regione Lombardia.

Il percorso museale dal baco al tessuto

Il complesso architettonico del museo si presenta come un grande edificio a corte affacciato direttamente sul lago e con vista sulle montagne attorno. L’esperienza inizia quindi fuori dal museo, dove potrai godere di una passeggiata panoramica lungo il lago e visitare il gelseto storico che si trova proprio accanto all’ingresso del museo. Non a caso la gelsibachicoltura, ovvero la coltivazione dei gelsi per l’allevamento dei bachi da seta, è alla base di tutta la filiera produttiva che il percorso espositivo racconta.

Nel gelseto del museo, realizzato tra il 1996 e il 2001, sono presenti diverse varietà di gelsi provenienti da tutto il mondo, suddivise per specie ornamentali e specie coltivate appositamente per la produzione di foglie: il cuore da cui tutto ha inizio, il nutrimento per i bachi da seta.

Nella prima sala sono proprio loro i protagonisti: un piccolo allevamento, attivo durante tutto l’anno, consente di osservare dal vivo i bachi mentre crescono, si nutrono, fanno la muta e costruiscono il bozzolo. Proprio così: all’interno del museo potrai osservare e scoprire da vicino il ciclo di vita del baco da seta, dall’incubazione delle uova fino alla raccolta dei bozzoli. Segue la sezione dedicata alla trattura, la fase più delicata e caratteristica del lavoro delle filandere. Qui si osservano le bacinelle, la macerazione dei bozzoli in acqua calda, la scopinatura e il dipanamento del filo continuo, ottenuto unendo i filamenti di più bozzoli.

Al piano superiore si entra nella fase della torcitura, indispensabile per rendere il filo resistente e utilizzabile. I torcitoi storici mostrano come la torsione trasformi la seta greggia in un filato pronto per la tessitura. Il percorso prosegue con la tessitura, illustrata attraverso telai ottocenteschi, e si conclude con uno sguardo al futuro della seta, mostrando le applicazioni in ambito biomedico e cosmetico.

Un’esperienza per famiglie e bambini

Inserito in un contesto naturalistico e paesaggistico unico, il museo si affaccia sul Lago di Garlate, lungo il Sentiero di Leonardo, il tracciato ciclopedonale che collega Lecco a Milano fra storia e natura. Ѐ situato in una posizione favorevole per una rilassante gita in famiglia a contatto con la natura ma anche con la storia, la tecnologia e la scienza. Polo culturale di animazione territoriale, il museo ospita eventi, laboratori didattici, spettacoli teatrali e installazioni per diverse fasce d’età, allo scopo di garantire un’offerta culturale plurale e diversificata.

Come visitare il Civico Museo della Seta Abegg

Il museo è aperto tutti i sabati e le domeniche con orari che variano in base alla stagionalità dei mesi estivi e invernali. Per arricchire l’esperienza, durante gli orari di apertura sono disponibili visite guidate su prenotazione.
Sul sito del museo trovi tutti gli orari e i giorni di apertura/chiusura, più la sezione eventi da consultare per restare aggiornati sui laboratori didattici e su tutte le altre attività proposte.

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