A Lecco la magia della letteratura prende vita nei luoghi che hanno ispirato il celebre romanzo di Alessandro Manzoni, I promessi sposi. Dal centro storico ai rioni, fino a spingersi oltre, al di là del lago e verso le montagne, è possibile incontrare la casa di Lucia, il molo da cui i due protagonisti salparono per la fuga, il Convento di Fra’ Cristoforo, il Castello dell’Innominato e molti altri luoghi iconici. L’Itinerario Manzoniano collega tra loro tutte queste tappe in un percorso storico, culturale e geografico adatto a tutti. Un viaggio nel cuore della città per immergersi nelle suggestive atmosfere di uno dei più celebri romanzi della letteratura italiana.
L’itinerario Manzoniano: informazioni utili
L’Itinerario Manzoniano è percorribile gratuitamente tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, senza limiti di orario. È possibile vivere l’esperienza autonomamente o affidandosi a una guida turistica abilitata. Molti luoghi descritti nel romanzo sono edifici privati, fruibili solamente dall’esterno. La visita a Villa Manzoni, punto di partenza del percorso, è subordinata agli orari e ai giorni di apertura, così come per gli altri musei o chiese lungo il percorso. È possibile percorrere l’itinerario a piedi, in bicicletta, in auto o con i mezzi pubblici.
Visitare Villa Manzoni, dove tutto è iniziato
Punto di partenza e tappa cardine dell’itinerario è Villa Manzoni, sede del Museo Manzoniano.
Nella villa sono custoditi alcuni mobili e oggetti che appartennero allo scrittore, insieme a numerose stampe e incisioni relative al romanzo. Tra queste, le edizioni originali del 1827 e del 1840, illustrata da Francesco Gonin e curata personalmente dall’autore. Inoltre, il museo conserva le traduzioni del romanzo in varie lingue, insieme alle edizioni più importanti illustrate da rinomati artisti, tra cui Gaetano Previati, Aligi Sassu, Giorgio De Chirico.
La Villa, in cui lo scrittore trascorse l’infanzia e la giovinezza, si trova nel quartiere Caleotto, in via Don Guanella. Raggiungibile a piedi in circa 10 minuti dalla stazione ferroviaria, è stata dichiarata Monumento Nazionale nel 1940, e rappresenta uno dei maggiori poli museali della città.
Villa Manzoni
Scoprire la storia di Lecco, antefatto del romanzo
Dopo aver lasciato Villa Manzoni, con una passeggiata di soli 10-15 minuti si arriva nel centro città. Qui è possibile ammirare l’iconica Torre Viscontea, parte ancora integra del maestoso castello eretto da Azzone Visconti nel XIV secolo. A quel tempo, la città di Lecco era un borgo fortificato e la Torre Viscontea era parte della cinta muraria insieme al Vallo delle Mura, ciò che resta del bastione della Porta di Vianova. Un passato militare che costituisce l’antefatto storico dell’ambientazione de I promessi sposi: nel romanzo, infatti, Lecco appare come un borgo fortificato, cinto da mura e dominato da un castello, sede della guarnigione spagnola che esercitava il proprio potere oppressivo sulla popolazione locale.
Dal centro storico al Borgo dei Pescatori, passando per Piazza Manzoni
L’itinerario attraversa Piazza Manzoni, con il suo monumento dedicato allo scrittore seduto con il manoscritto de I promessi sposi sulle ginocchia. Una tappa imprescindibile per una piacevole sosta contemplativa prima di proseguire verso Pescarenico, l’antico borgo dei pescatori, tra i più affascinanti e suggestivi rioni della città. Lungo il percorso è possibile ammirare l’Isola Viscontea con lo storico Ponte Azzone Visconti che, secondo il Manzoni, segnava il confine tra la fine del ramo lecchese del Lago di Como e l’inizio del fiume Adda.
Visitare Pescarenico: le tappe da non perdere per vivere la magia de I promessi sposi
Come in una scenografia a cielo aperto, il rione di Pescarenico è ancora oggi la perfetta ambientazione per una delle scene più struggenti del romanzo: la fuga di Lucia, con il celebre e commovente passaggio dell’Addio ai monti. Qui potrete incontrare un masso che lo ricorda, e ammirare nei pressi del molo una lucia, la tradizionale barca lariana che si dice fu utilizzata durante la fuga. Ma la magia non finisce qui, perché nella Piazza Padre Cristoforo è possibile visitare la Chiesa parrocchiale dedicata a San Materno e l’ex Convento di Fra’ Cristoforo, uno dei personaggi più importanti e più amati del romanzo.
Con le sue vie strette e le case di ringhiera, i balconi adornati di fiori e affacciati sul lago, Pescarenico mantiene viva la sua identità storica, profondamente legata alle ambientazioni manzoniane. Passeggiando tra i vicoli acciottolati, sembrerà di sentire ancora le voci dei pescatori di ritorno con le loro barche; una cornice incantevole per una sosta rigenerante lungo il percorso.
Pescarenico
Dalla casa di Lucia al Palazzotto di Don Rodrigo: cosa vedere nei rioni di Acquate e Olate
Percorrendo l’Itinerario Manzoniano verso la parte alta della città, è possibile raggiungere quelli che, secondo la tradizione, sono i presunti rioni natali dei protagonisti: Acquate e Olate.
Ad Acquate, in Via Lucia, si trova l’edificio che tradizionalmente è riconosciuto come casa di Lucia. Ma il rione è celebre anche per ospitare il luogo da cui la vicenda ha inizio, ovvero il Tabernacolo dei Bravi. Ben visibile durante il cammino, sul promontorio dello Zucco svetta la villa identificata come il Palazzotto di Don Rodrigo, principale antagonista del romanzo. A pochi passi dalla casa è possibile visitare la chiesa dedicata ai Santi Vitale e Valeria, il luogo tradizionalmente riconosciuto come la chiesa di Don Abbondio.
Secondo alcuni studiosi, anche il rione di Olate potrebbe essere identificato come il paese d’origine di Renzo e Lucia. Qui è possibile ammirare, sulla via che porta alla chiesa, la presunta casa di Lucia. Una tappa obbligata non solo per gli amanti del romanzo, ma anche per conoscere la città di Lecco percorrendo uno dei suoi rioni più caratteristici.
Presunta casa di Lucia
Visitare Chiuso, il rione dell’Innominato
Chiuso è uno dei rioni più importanti del romanzo, il luogo in cui si risolve la vicenda del rapimento di Lucia. Secondo le ricostruzioni infatti, l’Innominato sarebbe sceso dal suo castello, idealmente collocato da Manzoni dove sorge la Rocchetta di Vercurago, per incontrare il cardinale Federigo Borromeo proprio a Chiuso, presso la chiesa di San Giovanni Battista detta del Beato Serafino. Qui sarebbe avvenuta la famosa conversione dell’Innominato. Oggi, oltre alla chiesa, è possibile visitare il Museo del Beato Serafino Morazzone.
All’angolo tra via Vincenzo Bellini e Via del Sarto, invece, si trova la Casa del Sarto, il luogo in cui Lucia venne accolta dopo essere stata liberata dall’Innominato convertito.
Il Castello dell’Innominato e il complesso monumentale di San Girolamo Emiliani
Non poteva mancare, tra le tappe dell’Itinerario Manzoniano, il famoso Castello dell’Innominato. La rocca che l’ha ispirato si trova poco fuori città, in località Somasca a Vercurago, in una posizione suggestiva con affaccio panoramico su Lecco e il suo lago.
I resti del castello sono accessibili liberamente dal sentiero che, partendo dal borgo di Somasca, risale verso la cima del monte. In alternativa, negli orari di apertura consentiti è possibile percorrere lo straordinario viale delle cappelle dedicato alla vita di San Girolamo Emiliani: poco prima del Castello, infatti, si trova l’affascinante complesso monumentale dedicato al Santo, con la chiesa della Valletta che ne custodisce le reliquie, la sacra fonte che sgorgò dalla montagna, la scala santa che conduce all’eremo, suggestivo luogo di ritiro e preghiera.
Il Castello dell’Innominato è raggiungibile da Pescarenico con l’autobus n° 1 con capolinea Chiuso; bisogna poi proseguire a piedi in direzione sud (circa 15 minuti di cammino) fino al semaforo di Vercurago, oppure con l’autobus n° 7 direzione Calolziocorte.
Per chi si muove con un mezzo privato, seguire le indicazioni “Santuario di San Girolamo”. Dal Santuario, si prosegue a piedi per circa 30 minuti fino ad arrivare ai resti del castello.
Il castello è raggiungibile anche a piedi direttamente da Lecco, percorrendo il Sentiero Rotary che si può imboccare in diversi punti della città.
Castello dell’Innominato
Il Resegone
Re delle montagne lecchesi, il Resegone rientra a pieno titolo tra le tappe dell’Itinerario Manzoniano. Il suo celebre profilo seghettato viene celebrato dal Manzoni proprio in apertura de I Promessi Sposi, suggellando il legame indissolubile tra il romanzo e il territorio di Lecco. Nel corso della vicenda, il Resegone viene menzionato più volte: icona delle Prealpi Orobie, la montagna è una particolare formazione di dolomia, una roccia in grado di catturare i raggi del sole al tramonto, dominando l’orizzonte con una spettacolare colorazione rosata.
Con i suoi 1.875m di altitudine, offre esperienze per ogni livello di difficoltà, spaziando dalle semplici passeggiate per famiglie ai sentieri più impervi, comprese le scenografiche ferrate Gamma 1 e Gamma 2.